
traduzione Laura Frausin Guarino e Ena Marchi
regia Antonio Zavatteri
interpreti Francesca Agostini, Andrea Di Casa, Alessia Giuliani, Antonio Zavatteri
scene e luci Nicolas Bovey
costumi Anna Missaglia
produzione Teatro Nazionale di Genova
Il testo “Il dio del massacro” da “Le Dieu du carnage” di Yasmina Reza (2006) è pubblicato in Italia da Adelphi. Piccola Biblioteca (2011; riedizione nel 2022). Permission granted by Thaleia Productions, 6 rue sedillot 75007 Paris France
Il capolavoro di Yasmina Reza, “Le Dieu du carnage” (2006) ha vinto i più importanti premi internazionali (Prix Molière, Olivier Award, Tony Award) e sbancato i botteghini di tutto il mondo, da Parigi a Londra e New York, ed è stata anche film con la regia di Roman Polanski nel 2011. A quasi 20 anni di distanza, mantiene intatta la sua forza caustica e feroce da interno borghese e non finisce di irritare e divertire, sospesa tra la satira violenta e la commiserazione empatica per i suoi protagonisti.
“Senza nemmeno troppo generalizzare – sostiene Zavatteri - possiamo dire che l’essere umano, per quanto si sia potuto evolvere nei secoli, e per quanto si sforzi di avere dei comportamenti e delle maschere sociali di convivenza accettabile, è sempre e comunque istintivamente proiettato verso la supremazia nei confronti del prossimo e verso il desiderio del suo annullamento e della sua distruzione. Yasmina Reza con “Le Dieu du carnage” fotografa la superficie del comportamento di due coppie di genitori, alle prese con un tentativo di mediazione e di riconciliazione dopo una lite violenta avvenuta tra i rispettivi figli. E lo fa con un testo che rivela gradualmente le tensioni nascoste dalle buone maniere, ci mostra quello che sta sotto quella “superficie”, costruendo una commedia estremamente divertente e crudele, comprensibilmente spietata nei confronti dell’umanità, in cui la furia del “desiderio per la mattanza” pervade i quattro protagonisti e mette noi, che assistiamo, di fronte a uno specchio. Così quello specchio riflette l’orrore della perdita dei freni che inibiscono gli istinti e – da spettatori – ci divertiamo come nelle arene alle lotte tra i gladiatori, secoli fa. Ma qui, come dovrebbe sempre succedere in teatro, la commedia si fonde nel dramma, il dramma nella commedia, senza una soluzione di continuità”.
Rassegna In Scena - 26/27 - Teatro Cristallo in collaborazione col Teatro Stabile di Bolzano