
Amleto a pranzo e a cena rivisita il classico dei classici per mostrarci come il capolavoro di William Shakespeare riesca ancora oggi a parlarci di noi, a rapirci il cuore e a dare voce al nostro quotidiano. Se per molti Amleto resta l’immagine stereotipata di un uomo con il teschio in mano, lo sguardo perso nel vuoto e il celebre “essere o non essere” – emblema di un teatro percepito come noioso e distante dalla realtà – questo spettacolo, scritto, diretto e interpretato da De Summa, dimostra quanto il teatro shakespeariano possa offrirci strumenti potentissimi per leggere il tempo in cui viviamo.
Il sipario si apre su una piccola e sgangherata compagnia teatrale che tenta di mettere in scena Amleto. Tra invidie e gelosie, liti e improvvise complicità, gli attori si scambiano consigli tutt’altro che disinteressati, un po’ come Rosencrantz e Guildenstern, mentre affiorano grovigli familiari velenosi (Amleto non è certo l’unico ad aver avuto problemi con la madre). Teatro e vita finiscono così per intrecciarsi, in un processo che vede attori e personaggi alle prese con difficoltà sorprendentemente simili.
La storia c’è tutta (o quasi) e i dialoghi, serrati e ritmicamente incalzanti, nella migliore tradizione della comicità italiana, accompagnano lo spettatore alla scoperta delle molte facce di un personaggio inesauribile, attraverso un linguaggio pienamente contemporaneo. Nella vicenda, solo in apparenza lontana, del principe danese emergono questioni semplici e universali, che parlano dell’animo umano e rivelano quanto poco sia cambiato dentro di noi: un “dentro” che Shakespeare continua a nominare con precisione, e che rende Amleto una presenza costante nel nostro quotidiano, a pranzo e a cena.
Rassegna In Scena - 26/27 - Teatro Cristallo in collaborazione col Teatro Stabile di Bolzano